E’ evidente che un bene così prezioso come quello del patrimonio verde e ambientale debba essere rispettato e tutelato sia da parte degli Enti Pubblici che da ogni singolo cittadino.
Affinché questo tipo di iniziativa abbia successo c’è bisogno di una vasta campagna di sensibilizzazione della popolazione, e in particolar modo del mondo giovanile che risulta il più adatto sia in fase di ricezione delle informazioni, sia per l’ulteriore divulgazione di questo nuovo tipo di
cultura.

L’educazione ambientale è il proposito organizzato di insegnare la struttura e l’organizzazione dell’ambiente naturale e, in particolare, educare gli esseri umani a gestire i propri comportamenti in rapporto agli ecosistemi allo scopo di vivere in modo sostenibile, senza cioè alterare del tutto gli
equilibri naturali, mirando al soddisfacimento delle esigenze presenti senza compromettere la possibilità delle future generazioni di sopperire alle proprie.

In un momento di crisi e di compressione delle risorse pubbliche quale quello attuale è più che mai importante non disperdere energie e un ente pubblico deve privilegiare la tutela del sistema sociale spesso a discapito di altre voci del bilancio. In tutto ciò a volte la tutela e la valorizzazione del
patrimonio ambientale è tra le voci di bilancio che trovano più difficoltà ad avere gli adeguati riconoscimenti.

La finalità di questa pagina è quella di far emergere i cattivi comportamenti delle aziende che ancora oggi sono poco sensibili a questo tema, adottando comportamenti che stanno distruggendo il nostro ecosistema.

“Blitz della Forestale a Scafati: sequestrata un'officina meccanica, denunciato il titolare”

“Blitz della Forestale a Scafati: sequestrata un’officina meccanica, denunciato il titolare”

Il responsabole è accusato di gestione non autorizzata e smaltimento illecito di rifiuti, abusivismo edilizio ed esercizio abusivo della professione“

Forestale di Sarno in azione, a Scafati, nell’ambito di specifiche attività di controllo, volte al contrasto della gestione illecita dei rifiuti e degli illeciti sversamenti nei corsi d’acqua. Sono stati verificati, infatti, i requisiti di un’officina meccanica lungo la via Oberdan: emerse gravi violazioni a carico del titolare in quanto lo stesso era sprovvisto di qualsiasi titolo abilitativo ad esercitare tale attività ed inoltre anche i locali destinati alla medesima non avevano le prescritte autorizzazioni. Poi, ad un controllo più specifico, si è constatata la presenza di numerosi rifiuti, pericolosi e non, sia all’interno dell’officina che nell’adiacente piazzale. Tali rifiuti erano composti principalmente da parti meccaniche di autoveicoli, pneumatici, taniche per olii e similari. Inoltre, essendo il pavimento dell’officina non realizzato con massetto industriale, vi era il pericolo concreto che gli olii possano infiltrarsi nel terreno sottostante.

I provvedimenti

Alla richiesta dei militari di fornire i registri di carico e scarico rifiuti, il titolare ha ammesso di non esserne in possesso. All’esito dei controlli, dunque, i militari hanno posto sotto sequestro l’intera autofficina di circa 140 mq, comprensiva del piazzale, e di un terreno adiacente che, sebbene non fosse di proprietà del titolare, era nella sua piena disponibilità e anch’esso utilizzato come deposito per i rifiuti. Denunciato, dunque, il responsabile, accusato di gestione non autorizzata e smaltimento illecito di rifiuti, abusivismo edilizio ed esercizio abusivo della professione.

Fonte “Salernotoday”

Vesuviano, rifiuti illeciti e inquinamento: quattro officine sequestrate e 11 denunciati

Vesuviano, rifiuti illeciti e inquinamento: quattro officine sequestrate e 11 denunciati

Rifiuti bruciati per non pagare lo smaltimento nel vesuviano. Servizio straordinario dei carabinieri del comando provinciale di Napoli contro i roghi di rifiuti e le condotte connesse allo smaltimento illecito. Supportati dai carabinieri del Nucleo Elicotteri di Pontecagnano, da quelli dei gruppi Tutela Ambiente, Lavoro e salute, i militari hanno denunciato nell’ultima settimana 11 persone, arrestandone una. Sequestrate 4 officine e 4 aree destinate allo smaltimento illecito di rifiuti. A Pollena Trocchia i carabinieri della tenenza di Cercola hanno arrestato un 52enne incensurato del posto. Attirati da una colonna di fumo, i militari hanno sorpreso l’uomo mentre incendiava rifiuti di ogni genere in aperta campagna . A pochi metri dal rogo campi coltivati sulle cui piantagioni si era poggiato parte del pulviscolo tossico generato dall’incendio. Sequestrato il furgone con il quale il 52enne aveva raggiunto il terreno. Al suo interno trovati altri 20 sacchi di immondizia destinati alla combustione. L’area – ampia circa 3600 metri quadri – è stata sequestrata e sarà sottoposta a campionamenti da parte dell’ARPAC. L’uomo è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio. Smaltiva illecitamente i rifiuti della sua officina di Casalnuovo un 55enne di Cardito, sorpreso dai militari della locale tenenza a sversare acque reflue nella rete fognaria pubblica. Stessa violazione commessa da un 39enne di Volla, la cui attività di autocarrozzeria immetteva nell’atmosfera fumi tossici prodotti dalle vernici spruzzate sulle vetture. A San Giuseppe Vesuviano, denunciato un cittadino di origini cinesi – titolare di un azienda tessile – per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro e per carenze igieniche. I militari hanno poi scoperto che gli scarti di produzione venivano smaltiti senza alcun controllo e differenziazione. Ancora due officine meccaniche nel mirino dei carabinieri nei comuni di Roccarainola e Nola. Oli esausti e vernici – hanno scoperto i militari – venivano regolarmente sversati nei tombini della fogna comunale. I pezzi di ricambio, invece, benché ritenuti rifiuti speciali erano depositati nei tradizionali cassonetti. Rifiuti di varie categorie – anche pericolosi – miscelati e abbandonati in strada dal gestore di una società di Crispano e da uno di San Vitaliano. Un 51enne di San Giuseppe Vesuviano, invece, utilizzando un terreno di sua proprietà, aveva stoccato oggetti di ogni genere, creando una vera e propria discarica a cielo aperto. A Palma Campania è finito nei guai il titolare di un caseificio, un 42enne incensurato del posto. I carabinieri hanno accertato che le acque reflue derivanti dalla produzione di latticini e dal lavaggio delle attrezzature venivano scaricate indistintamente nelle fogne.

Fonte “ilCorrierino